“Però che noia mortale” – Elezioni a Bologna senza ideologia, passione, militanza

per mafalda conti
Autore originale del testo: Fausto Anderlini
L’arte del disfare.
La lista di Lepore parte col piede ‘necessario’. Non quello cavallino che, come noto fa zoppicare. Due teste di serie, se non d’uovo: Roberto Grandi, a tutti noi noto, e Teresa Lopilato, una tributarista dirigente del Coni che ha ideato la maratona di Bologna. Una manifestazione nella quale torme di persone in braghine vivono l’ebbrezza senza scopo del corteo di massa e della processione laica correndo e sculettando per le strade della città. A contorno di codesti, una sfilza di promettenti aspiranti a un posto in lista per titoli ed esami. Dalle prime interviste prorompe in tutta la sua luminosità il pensiero mainstream della post-modernità civica. Al primo posto l’istanza del ‘fare concreto’, alieno agli ideologismi. alle appartenenze di partito e alle faziosità di schieramento, poi la ricerca di condivisione e di unanimi intenti trasversali, meritocrazia, quote rosa etcetera etcetera….tutti gli ingredienti del noto ‘bene comune’ comunitario…. tutte cose ‘giuste’, anzi assiomatiche, che è del tutto inutile e chimerico affaticarsi a smontare. I nuovi tempi son questi. Anche impegnandosi in un sovrumano cimento sarebbe impossibile dar corpo a una rappresentanza di tipo sociale, ideologico ed eroico-militante….Gente di tal fatta non c’è più in giro da tempo……Però che noia mortale ! Che stracciamento di maroni ! In questo effervescente polverone di saccenti banalità civiche salvo solo l’amico Ciavatti, il quale festante ha annunciato la sua candidatura coi verdi . Totalmente controcorrente, il suo comitato è alacramente attivo nel disfare, cioè nel cancellare lordure e graffiti depositati nottetempo sugli intonaci. In una lotta infinita e senza quartiere alla ricerca del decoro della tinta unica. Il punto zero necessario per riattivare il ciclo del graffito. Disfare il disfatto. Come unico fatto. In un perenne alternarsi di morti e rinascite, Pura teosofia.
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