Molto Fico e un poco Dibattista con una sinistra rinnovata

per Gabriella
Autore originale del testo: Fausto Anderlini

di Fausto Anderlini – 31 maggio 2019

La sunbelt. Rifugio possibile e felice retrovia per un buon caffè da prendere insieme. Se à da passà a nuttata nulla di meglio che il caffè Passalacqua.

Nulla di più scontato che la riconferma di Di Maio. Il popolo ‘militante’ che si aduna sulla piattaforma Rousseau è null’altro che un panel, e ogni panel, come sa chiunque ne abbia fatto uso, tende naturaliter, col tempo, a compiacere chi imbocca la domanda. Infatti è di norma remunerato con qualche valore, simbolico o materiale: prestigio, autostima, soldi, gadget ricchi premi e cotillon. Diventa cioè un club fidelizzato anziché un aggregato campionario casuale della popolazione di riferimento. Del resto, a caldo, non poteva essere altrimenti. Nulla di più irrazionale che l’apertura di una guerra di successione. Inoltre Di Maio non è un leader (il potere, vigente la piattaforma, è dietro le quinte) ma un portavoce. E non è ancora tempo di farne un capro espiatorio. Per arrivare a questo e procedere ad altro portavoce bisognerebbe avere una nuova linea politica. E il M5S non ce l’ha.

Per certi aspetti la situazione del M5S è similare e speculare a quella del Pd. Un partito minoritario ora dolente paralizzato al governo di contro a un partito minoritario divenuto gaudente paralizzato all’opposizione. La geografia del voto ai 5S, ancor più che l’entità del tracollo, rende evidente un dualismo irredimibile. Al centro-nord, cioè sopra Roma, un nucleo elettorale ridotto all’originaria identità, al Sud il grosso del corpo elettorale. A disegnare una investitura ricevuta per tutelarne l’interesse sociale che ancora persiste. Ma che esaurito l’effetto del reddito di cittadinanza non si vede come potrà essere onorata. Il Sud, ad eccezione di talune enclaves e periferie, come gli abruzzi, mostra comunque una significativa reticenza a consegnarsi al sovranismo leghista. A Napoli, la grande e gloriosa metropoli per lungo tempo faro luminoso del centro-sinistra, se si sommano i voti di Lega, Fi e Fd’I, la destra non è mai stata così debole. E anche il caso di Bari è emblematico, come di Cagliari e altre grandi città. Comunque legate al loro Umland territoriale. Il Sud, si sa, è oppositivo e governativo insieme. Sempre e comunque la parte politicamente più razionale del paese.

Forse una evoluzione possibile dei 5S potrebbe essere quella di un partito meridionalista di tipo nuovo. Molto Fico e un poco Dibattista. Col quale anche un Pd e una sinistra rinnovate dovrebbe allearsi. Ma credo, per quanto non manchino geni e bellezze, che difettino le intelligenze strategiche adatte allo scopo, In un caso come negli altri.

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