Il punto non è questo, ma quello per cui i due si siano sentiti in dovere di fare
non richiesti alla premier. Perché? Vi pare questo un bel segnale, soprattutto dopo elezioni regionali in cui gli elettori non hanno colto differenze specifiche tra centrodestra e centrosinistra, al punto tale da non recarsi a votare? Oppure si strizza solo l’occhiolino alla destra in vista delle primarie: venite a votare per me che non voglio lo scontro personale con la premier, anzi, sono pronto a confrontarmi sulle proposte, a misurare la destra solo sulle sue capacità amministrative?
Sono molto d’accordo con Chiara Geloni, che in un tweet ha scritto: “Il PD non dovrà stupirci con le sue capacità amministrative e di proposta, ma dovrà sopratutto far bene l’opposizione alla destra”. Esatto. Quando si danno pacche sulle spalle e si fanno i
all’avversario politico (e che avversario), viene a mancare proprio questa determinazione e tutto sembra ridursi a un puro confronto amministrativo, di buon governo, quando invece si tratta di fare un’opposizione forte, dura, rappresentativa contro chi siede nell’esecutivo. Cioè la destra.
Non fosse altro per obbligo costituzionale e democratico, visto che quello dell’opposizione non è un ruolo discrezionale, che si può esercitare o meno a rodimento, ma un caposaldo della democrazia, che non prevede
al miele equivoci e di dubbia necessità e/o finalità, ma un confronto determinato, che tracci una visibile linea di demarcazione con l’avversario storico, tale che gli elettori sappiano coglierla con auspicabile nettezza.