Il divieto di sbarco dei migranti sulla Diciotti è un sequestro di persona

per Vincenzo Musacchio

intervista a Vincenzo Musacchio di Lucia De Sanctis, 31 agosto 2018

Il giurista Vincenzo Musacchio, docente di diritto penale e direttore della Scuola di Legalità “don Peppe Diana” di Roma e del Molise : “Su quella nave c’è stato un sequestro di persona”.

 

Professor Musacchio giudica il comportamento del ministro dell’Interno Matteo Salvini sui migranti della nave Diciotti un atto politico nell’esercizio delle sue funzioni?

Assolutamente no! Questa tesi non trova riscontri giuridici a mio giudizio attesta solo l’ignoranza istituzionale del nostro governo e di quanti lo difendono. Nello Stato di diritto tutti i poteri sono soggetti alla legge. La presa in ostaggio dei migranti sulla Diciotti è un sequestro di persona, come ha ben ipotizzato la procura di Agrigento, severamente punito dall’articolo 605 del codice penale e addirittura aggravato allorquando è commesso da un pubblico ufficiale quale è appunto il ministro dell’Interno.

Secondo qualche suo collega l’inchiesta per sequestro di persona sarebbe addirittura un atto sovversivo al punto che un politico ha denunciato il procuratore Patronaggio.  Cosa ne pensa?

Credo che non meriti commento. Siamo di fronte alla più totale ignoranza delle regole minime del diritto. Avendo conosciuto il dottor Patronaggio sono certo che l’inchiesta sarà condotta in maniera ineccepibile.

Salvini ha promesso che se ci sarà un’altra nave non attraccherà in Italia. Persevera?

Il fatto che il ministro dell’Interno voglia perseverare nelle violazioni del codice penale e dei diritti umani conferisce alla sua condotta un carattere eversivo. Non c’è più il principio di legalità a regnare sullo Stato democratico ma il consenso elettorale utilizzato come strumento per qualsiasi abuso.

Di Maio appoggia Salvini, ma considera quello della magistratura un atto dovuto. Come giudica questa posizione?

Disonesta. Per anni hanno sbandierato il vessillo della legalità ed oggi difendono un ministro indagato per un delitto gravissimo nella cui commissione, oltre tutto, intende perseverare. Parlerei di incoerenza.

Nel comportamento di questo governo riscontra una continuità con i precedenti?

A differenza di Minniti, Salvini non si limita a interpretare la xenofobia, ma la alimenta e la amplifica, producendo effetti distruttivi sui presupposti della democrazia.

Ma l’opinione pubblica è insofferente, teme l’invasione?

Non esiste alcuna invasione e comunque gli arrivi, anche quando erano ben più grandi degli attuali, non hanno mai messo a rischio la sicurezza dello Stato. A mettere a rischio lo Stato sono mafia e corruzione. Questa situazione è invece il risultato di una campagna disumana e immorale riscontrabile in formule come “prima gli italiani” o “la pacchia è finita” a sostegno dell’omissione di soccorso.

Quali sono gli effetti di questa criminalizzazione dei migranti sulla società italiana?

Deleteri. Siamo tornati alla cultura del nemico: italiani contro migranti. I migranti sono stati trasformati in nemici contro cui scaricare rabbia e disperazione generate dalla crescita delle disuguaglianze e della povertà. I sentimenti di umanità e solidarietà e il rispetto della dignità umana sono il presupposto elementare della democrazia. Cambiare questi capisaldi significa attaccare le fondamenta della democrazia costituzionale.

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